Cunclavis sine Papam
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Cunclavis sine Papam
Il balcone di San Pietro ove si affaccia il Papa neo-eletto
Sogni di fede e speranza
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Sogni di fede e speranza
Una ragazza polacca stanca del lungo viaggio si addormenta nel treno che la porta a Roma per vedere il nuovo pontefice
Verso San Pietro
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Verso San Pietro
La metro di Roma che porta in San Pietro
Il peso della croce
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Il peso della croce
Un fervente cristiano palesa la sua fede ostentando un grosso crocifisso
Fotoreporters
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Fotoreporters
Due fotoreportes in attesa della nomina del nuovo Papa si preparano a trasmettere le immagini dell'evento in tempo reale
Via crucis
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Via crucis
Una folla di fedeli accorsi da tutto il mondo gremisce San Pietro
Papa bagnato, papa fortunato
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Papa bagnato, papa fortunato
Un alto prelato percorre via della Conciliazione in direzione di Piazza San Pietro ove è in corso il conclave per l'elezione del successore di Papa Ratzinger
Mistic man
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Mistic man
Un fedele si raccoglie in preghiera aspettando il nuovo Papa
La star
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La star
Un giovane prete americano rilascia un'intervista in attesa della fumata bianca
Due cuori e un poppino
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Due cuori e un poppino
Una giovane coppietta adagiata ai piedi di un poppino di cemento in piazza San Pietro
Il veterano
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Il veterano
Un anziano fedele mostra con orgoglio un ritaglio di giornale con le fotografie di tutti i Papi che ha visto nel corso della sua vita
For sale
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For sale
Le icone di Papa Ratziger e di Paolo Giovanni II in vendita su via della Conciliazione
Il gabbiano e il comignolo
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Il gabbiano e il comignolo
Un gabbiano si posa sul comignolo della cappella sistina ignora della prossima fumata bianca che annuncerà l'elezione di Papa Francesco

Cumclavis sine Papam

Sono andato a Roma e non ho visto il Papa, ma non è un’espressione idiomatica ne una barzelletta!!!
Quando il 12 marzo di tre anni fà fu convocato il conclave per eleggere il successore del dimissionario Papa Ratzinger fui assalito dalla forte curiosità di andare a vedere di persona le reazioni del popolo cristiano a questo evento così straordinario, specie in momento in cui la credibilità della Chiesa era assai vacillante a causa del susseguirsi di scandali legati alla pedofilia e a una gestione assai allegra delle finanze vaticane.
Alle quattro del mattino del 13 marzo salii sul primo treno per Roma, e già la difficoltà di prenotare un posto lasciava pensare che quello sarebbe stato un giorno speciale, il giorno in cui la Santa Romana Chiesa avrebbe ritrovato la sua guida spirituale, e io volevo esserci.
Alle sei la stazione Termini già ribolliva del via vai di migliaia di fedeli e uomini e donne di chiesa provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo.
Per prendere la metro in direzione Ottaviano ho dovuto aspettare cinque corse prima di salire su una in cui non si correva il rischio di rimanere schiacciati come sardine.
Nonostante la giornata uggiosa le strade per raggiungere San Pietro sono lo scenario di un pellegrinaggio della più variegata umanità: alti prelati con le scarpe laccate e i gemelli ai polsini, suore mantellate, giovani seminaristi stranieri e frati scalzi, pseudo-santoni, gruppi di pie donne dell’est europa e bande di giovinastri che hanno colto al volo l’occasione per saltare un giorno di scuola.
Ciascuno al proprio passo si dirige verso centro universale della cristianità che è già accerchiato da poliziotti in tenuta antisommossa e carabinieri a cavallo.
Alle sette l’area riservata alla stampa è già stata delimitata da una recinzione e i cannoni dei fotoreporters di tutto il globo sono già puntati verso il balcone pontificio.
Riesco a infilarmi tra di loro vantando un accredito che non avevo e la fortuna mi ha assistito perché un simpatico fotografo dell’ Ansa, campano come me, mi prende sotto la sua ala protettiva facendomi accedere nel recinto.
Posiziono sul treppiedi l’inossidabile Nikon D3 con un bel 70-200 moltiplicato: se il nuovo Papa si sarebbe affacciato da quel balcone sarei stato capace di riprendergli pure la forfora tra i capelli.
Piove, fa freddo, ho voglia di un caffè e di muovermi un po’.
Sono venuto per il Papa, ma m’interessa di più cogliere l’humus della realtà che mi si stava creando attorno.
Mi allontano dalla postazione certo che la mia attrezzatura sarebbe stata sorvegliata dal mio nuovo amico che da lì non si sarebbe mosso nemmeno col terremoto, così come i suoi colleghi che già hanno predisposto pure i collegamenti per inviare in tempo reale la foto del nuovo Papa per le edizioni straordinarie dei quotidiani.
La piazza comincia a gremirsi ma c’è chi è riuscito a trovare un angolo per isolarsi dal resto del mondo per entrare nella sua dimensione spirituale attraverso la preghiera.
Un giovane pretino americano con i capelli brillantinati e il visino assai telegenico rilascia interviste come se fosse Leonardo di Caprio.
Una giovane coppietta si adagia ai piedi di un poppino e, incurante della pioggia battente, amoreggia tra un sorso e un altro di cocacola.
Un anziano signore riparato sotto il colonnato del Bernini mi racconta di aver visto tutti i Papi degli ultimi settantanni mostrandomi con orgoglio un ritaglio di giornale con le fotografie e le biografie dei successori di Pietro, da Pio X a Benedetto XVII.
Sulla via della Conciliazione i negozi di souvenir hanno già iniziato a mettere in saldo le icone di Papa Giovanni Paolo II e del Papa emerito tedesco per far posto a quelle del prossimo pontefice.
Si sono fatte le 18 di sera senza che abbia mai smesso di piovere per un solo minuto.
Nel frattempo si susseguono due fumate nere e dalla sala stampa del Vaticano arrivano notizie poco confortanti: il prossimo papato non sarebbe cominciato in un giorno così brutto.
L’ostruzione del comignolo della Cappella Sistina ad opera di un gabbiano è per me un segno premonitore che mi fa maturare la convinzione che in quel giorno avrei preso solo acqua ma non avrei visto nessun Papa.
Qualche minuto prima delle 19, bagnato fradicio, stanco e affamato, non avendo trovato un giaciglio per la notte, decido di tornarmene a casa.
Sono circa le 19.45 e il treno che mi riporterà a Firenze è appena uscito dalla stazione quando ricevo la telefonata di mia moglie che mi chiede cosa ne pensi del nuovo Papa.
Quale nuovo Papa???
Hanno fatto il Papa, si chiama Francesco ed è simpatico da morire!!!
Beato lui!!!





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