Tina e Angelo, o buono o niente
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Tina e Angelo, o buono o niente
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Aspiranti masterchef napoletani
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Aspiranti masterchef napoletani
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Lezione di cucina
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Lezione di cucina
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Contaminazioni gastronomiche
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Contaminazioni gastronomiche
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Il soffritto
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Il soffritto
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Allieva diligente, maestra compiaciuta
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Allieva diligente, maestra compiaciuta
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Masterchef napoletane
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Masterchef napoletane
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Il Professore Bellavista
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Il Professore Bellavista
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Scambio di opinioni
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Scambio di opinioni
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
State buone, se potete
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State buone, se potete
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
Vengo e mi spiego
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Vengo e mi spiego
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
La spiegazione
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La spiegazione
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
La calata della pasta
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La calata della pasta
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
La degustazione
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La degustazione
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014
La maestra tra gli allievi
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La maestra tra gli allievi
Ortofrutta Scognamiglio - Via Lungo Gelso, quartieri Spagnoli, Napoli, 2014

Masterchef napoletano

Quando si citano i famigerati “quartieri spagnoli” di Napoli nell’immaginario collettivo si prefigurano gli scenari rappresentati da quelle pellicole cinematografiche degli anni settanta - “Napoli spara” o “Napoli violenta” - in cui i buoni e i cattivi si rincorrono per i vicoli della città fronteggiandosi a colpi di calibro nove.
A nessuno verrebbe in mente che oggi quei luoghi sono diventati un grande laboratorio di cultura, tolleranza e integrazione.
Aggirarsi per i quartieri napoletani non è più pericoloso di quanto non lo sia farlo per un qualsiasi altro quartiere di una qualsiasi altra città italiana o europea, con la differenza che qui è possibile gustare un’ ottima cucina napoletana a prezzi assai modici e, udite udite, avere addirittura la possibilità di imparare a cucinarla, gratuitamente.
Ogni martedì, da qualche anno a questa parte, nei quartieri spagnoli và in scena un' autentica - direi anche unica nel suo genere - edizione di Masterchef Napoletano.
Una kermesse assolutamente genuina e reale in cui gli autori non risiedono nelle sedi istituzionali, ne in alcuna associazione di promozione turistica o di recupero del territorio.
Si tratta di due umilissimi fruttivendoli, proprio quelli presso cui gli abitanti dei quartieri vanno tutti i giorni a fare la spesa.
I loro nomi sono Tina e Angelo Scognamiglio, marito e moglie, due persone straordinarie e di una simpatia contagiosa, oserei dire tipica della migliore espressione della vera napoletanità, che hanno trasformato la loro bottega di via Lungo Gelso – nel cuore dei quartieri – in una cucina aperta a tutta Napoli.
La signora Tina propone ogni volta un piatto diverso, tipico della tradizione culinaria campana, ne mostra gli ingredienti, spiega e attua le varie fasi di cottura e, dulcis in fundo, ne offre una degustazione.
Il mio incontro con i coniugi Scognamiglio è stato del tutto casuale.
Passeggiavo distrattamente per i vicoli dei quartieri per smaltire una ricca pizza "sasicc e friarell" quando m' imbatto in una colorita rivendita di ortofrutta.
Alla muro era affisso un cartello sul quale era scritto "Angelo Scognamiglio, o buono o niente".
L' ingresso e gli interni erano addobbati a festa con piume rosa e campanelline, e da una trave a vista pendeva una "caiola" (gabbia, ndr.) con all'interno due pappagallini dal piumaggio azzurro come il mare di Napoli.
In realtà quella gabbia era il talamo nuziale di Cavani e Rosa, questi i nomi dei due pennuti, che in quello stesso giorno erano convolati a giuste nozze.
Incuriosito da questa bottega assai bizzarra, approfittando altresì della presenza sull’ uscio del signor Angelo, mi preparo per scattare una fotografia, ma vengo freddato dalla voce squillante della signora Tina che, affacciatasi anch’ ella sulla soglia, mi redarguisce dicendo "e come?? fate la foto al marito senza la moglie??? noi che siamo la coppia più bella di tutti i Quartieri???
Al momento rimango interdetto, ma quando poi ho visto un radioso sorriso stamparsi sul volto della signora Tina mi sono sciolto e, approfittando della loro disponibilità, ho realizzato questo piccolo reportage improvvisato su quello che di lì a poco stava per accadere in quella bottega.
Tra una chiacchera e una tazzulella e cafè Tina e Angelo spiegano che, stufi dei soliti luoghi comuni sulla loro città e sui quartieri, hanno deciso di proporre un altro aspetto di quella realtà – che forse è anche quello più veritiero – e lo hanno fatto cominciando quasi per gioco a dare lezioni di cucina alla gente del quartiere, fino a quando non si è sparsa la voce e hanno cominciato a presentarsi gente da tutta Napoli, compresi gli "extracomunitari napoletanizzati".
E’ diventato un appuntamento talmente atteso e frequentato che addirittura in quell’occasione vi avrebbe preso parte anche un gruppo di giovani che, per conto del Comune, era impegnato a spiegare alla gente il ruolo dell’ Italia all’ interno della Comunità Europea e l’importanza di partecipare alle elezioni.
Un argomento caldo che sarebbe stato reso "very hot" dal piatto del giorno: pasta e fagioli con le cozze!!!
Verso le 15.30 la bottega comincia a popolarsi di attempate signore truccate e laccate, casalinghe di mezza età, giovanissime ragazze straniere, e qualche coppietta di fidanzatini.
Nel frattempo che Tina e Angelo allestiscono una cucina nel bel mezzo della bottega, fa il suo ingresso un personaggio dal look un po’ eccentrico: spolverino bianco alla tenente Colombo, papillon e in testa un panama color crema.
Mentre Tina è impegnata nella preparazione degli ingredienti coadiuvata dalle allieve più giovani, uno dei relatori introduce il discorso sulla comunità europea che evidentemente si era già preparato, ma forse non aveva ben ponderato che di questi tempi parlare di politica e di politici alla gente comune avrebbe potuto suscitare reazioni non proprio composte.
Difatti, le casalinghe insorgono coralmente contro la classe politica con epiteti molto coloriti e poco augurabili auspici di salute.
L’ eccentrico Professore prova ad arginare il debordante sdegno delle donnine lanciandosi in una forbita e pindarica elucubrazione di geopolitica e finanza, ma non risulta convincente.
Un confronto dai toni accesi, mai sopra le righe, fatto di dialoghi tragicomici che s’ incornicerebbero alla perfezione in una delle scene rappresentate dal maestro Luciano De Crescenzo nel film “Così parlò Bellavista”.
Il felice epilogo di questa inattesa avventura è stata la degustazione di un succulento piatto di pasta e fagioli con le cozze cucinato a regola d’arte.
Sarà come sarà, ma queste cose solo a Napule s ponn verè!!!

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