La via della croce

La rievocazione storica della passione di Cristo è sempre stato un momento che ho vissuto con la gioia e lo stupore di un bambino che durante il periodo di Pasqua vedeva scorrere per le strade del proprio paesello una lunga processione di personaggi vestiti come quelli che, prima di allora, aveva visto solo nelle rappresentazioni del capolavoro cinematografico Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli.
Era da quel tempo che non mi era più capitato di vederne una inscenata a regola d’arte come quella realizzata a Meta di Sorrento in cui mi sono imbattuto in modo del tutto casuale.
La manifestazione si svolge in gran parte del piccolo borgo marinaro e coinvolge oltre 250 cittadini/figuranti di tutte le età, oltre a un nutrito gruppo di volontari addetti alla sicurezza e alla gestione dei vari aspetti dell’evento.
Il percorso è suddiviso in 8 stazioni in cui vengono magistralmente rappresentati gli attimi salienti della Passione di Cristo: l’ultima cena presso il Cenacolo, il Tradimento di Giuda, Gesù presso l’Orto degli Ulivi, il processo presso il Sinedrio, il processo presso il Pretorio, l’incontro con Maria e la Crocefissione.
Il paese di Meta sembra esser fatto apposta per questa bella manifestazione poichè i luoghi si prestano in maniera eccezionale a tale scopo.
L’organizzazione è impeccabile, i costumi curati anche nei minimi dettagli, le scenografie perfette, suoni ed effetti speciali al top.
Alle 18.30 le sette location (esclusa quella della Crocefissione) si aprono al pubblico per la rappresentazione dei quadri, ovvero la collocazione dei personaggi sulla scena senza recitazione.
Alle 19.30 parte la prima rappresentazione presso il Cenacolo dove viene messa in scena l’ultima cena tra il Cristo e i suoi Apostoli.
Dal Cenacolo parte la processione verso la casa del Sacerdote Zerath dove si consuma il Tradimento di Giuda.
Presso l’Orto degli Ulivi Gesù è raccolto in preghiera insieme ai suoi più fedeli Discepoli e viene tratto in arresto e condotto presso il Sinedrio ove i Sacerdoti lo attendono per il primo processo.
Dal Sinedrio parte il primo tratto di processione in cui il corteo composto da una coorte di centurioni , pretoriani a cavallo, i sacerdoti e il Popolo si incammina per le viuzze cittadine fino a giungere nella centrale Piazza Vittorio Veneto ove è allestito il Pretorio.
A chiudere il corteo è Ponzio Pilato che giunge in piazza a bordo di una biga trainata da due splenditi cavalli bianchi.
Dopo la rappresentazione del processo dinanzi a Ponzio Pilato in cui Gesù viene condannato alla crocefissione il corteo riparte per la “via crucis” che dalla piazza si dirige verso il Calvario (sulla sommità del cimitero) percorrendo la via principale del paese, Corso Italia.
Ha quindi inizio la via della Croce.
A chiudere la processione è proprio lui, Gesù il Nazareno, col volto tumefatto e la Croce sulla spalla.
Il suo incedere è incerto, barcollante, sofferente e, giunto all’altezza della stazione delle Pie Donne, viene soccorso da Maria Maddalena che con un panno di lino gli deterge il volto insanguinato.
Qui si congiungono i dolore del Figlio e della Madre, Maria.
La processione procede a ritmo lento verso il Golgota scandita dal passo greve di Gesù che durante il percorso cade due volte.
Ma non è solo il Cristo a fare questo cammino, con lui anche i due ladroni che con egli condivideranno la stessa sorte.
Si giunge alla fine.
L’ultimo tratto è irto e buio, oscuro presagio della tragedia che da lì a poco si andrà a consumare.
La morte del Figlio di Dio avviene per mezzo della crocefissione.
Maria Maddalena lo depone dai legni e lo consegna esanime ai romani.
Qui finisce la Via della Croce.
Qui, oltre duemila anni fà, è finita la storia di Gesù di Nazareth ed è iniziato un percorso di fede intrapreso da oltre due miliardi di persone.
La via della Croce di Meta è un’esperienza di fede ancor prima di essere una mera rappresentazione teatrale che vale pena di essere vissuta almeno una volta nella vita.

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