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L'infiorata di Verbicaro

Non è una manifestazione longeva dal momento che nasce nell’anno 2000 per volontà di un gruppo di giovani devoti che, guidati non solo spiritualmente dal parroco del paese, è riuscito in poco tempo a farla diventare una delle più pregnanti espressioni di devozione e di folklore dell’alto tirreno cosentino che ogni anno richiama un sempre crescente numero di fedeli e turisti.
L’infiorata di Verbicaro si svolge il 2 luglio in concomitanza con la festa della Madonna delle Grazie cui i verbicaresi sono molto devoti.
Enormi tappeti copriranno le strette vie e le piazzette del piccolo borgo rurale per essere decorati con resine colorate e prodotti naturali sullo sfondo di una trama che ogni anno racconta un tema generalmente di natura religiosa.
E’ un lavoro molto lungo che richiede progettualità e fatica la cui preparazione comincia alcuni mesi prima dell’evento e si concretizza durante la notte che precede la festa, subito dopo la più nota e antica Fiaccolata dei Zigni.
Poco dopo la mezzanotte le strade del centro antico vengono ripulite dalle ceneri dei legni e comincia la decorazione dei tappeti che si protrarrà per tutta la notte e ben oltre le prime luci dell’alba.
L’intero paese è mobilitato e partecipe agli avvenimenti che caratterizzeranno la giornata più lunga per la comunità di Verbicaro.
I giovani procedono con precisione e pazienza certosina a posizionare le migliaia di granelli colorati che daranno forma e dimensione ai soggetti della trama sotto lo sguardo attento e ammirato degli anziani.
Da qualche catuvo giungono i profumi e il gaudio di un convivio improvvisato e, di tanto in tanto, compare qualcuno con un vassoio di fumanti tazzine di caffè per rigenerare i decoratori.
L’integrità dei tappeti viene preservata fino al tardo pomeriggio allorquando, dopo la messa, la statua della Vergine viene portata in processione su una vara portata a braccio e scortata da due baldi carabinieri in alta uniforme, dai confratelli della Confraternita di San Giuseppe e da un corteo di donne di tutte le età che portano sul capo un cesto coloratissimo con l'effige della Madonna e un mazzo di fiori con spighe di grano.
Sarà Lei la prima, fendendo la folla accalcata ai bordi delle vie, a calpestare i tappeti mentre porta il saluto e rinnova la protezione al suo popolo.
La processione, cadenzata dalle marce e gli inni suonati da una banda di giovanissimi e talentuosi musici, attraversa tutto il paese per poi far ritorno alla chiesa madre poco prima della mezzanotte.
Nell’ultimo tratto la vara passa dalla mano dei portatori a quelle degli esponenti del clero che riaccompagnano la Vergine nella sua casa ove viene accolta dalle migliaia di fedeli al grido di VIVA MARIA.
Come nelle migliori tradizioni, la festa si conclude con uno spettacolo pirotecnico che tiene tutti col naso all’insù.
In realtà, il botto finale segna la fine della festa religiosa ma, al contempo, rappresenta l’inizio della festa popolare.
In un angolo della centralissima via Piave un gruppo di suonatori di organetto, flauti e altri strumenti artigianali, intonano musiche e canzoni della tradizione popolare calabrese mentre nell’aria si diffonde l’invitante profumo di salsiccia alla brace.
La notte è ancora giovane per Verbicaro, ma inesorabile sarà l’arrivo dell’alba di un nuovo giorno che porterà con se tutti i migliori auspici alimentati da un rinnovato spirito di fede e devozione alla sua Madonna delle Grazie.

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