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Il Palio, vita e orgoglio di Siena

Non è facile descrivere sinteticamente cosa è il Palio di Siena.
Si può certamente dire che non è una mera manifestazione di folklore da cui emerge solo la vivacità dei colori delle Contrade o la foggia dei costumi d’epoca del Corteo Storico.
Il Palio è la più significativa espressione della vitalità del popolo senese e, nel contempo, la tangibile dimostrazione di come esso possa esprimere il fervido e radicato attaccamento alla propria storia e alla propria cultura.
In un certo senso si può affermare che nella città delle torri e delle campane il tempo si sia fermato a quello dei fasti della gloriosa Repubblica di Siena, e che questi rivivono e si perpetuano ogni anno, da oltre cinque secoli, durante il lungo periodo paliesco.
Un momento vissuto dai senesi con una partecipazione e un sentimento che non ha eguali al mondo.
Perché il palio non è solo una spettacolare e controversa corsa di cavalli che si svolge nella suggestiva cornice di Piazza del Campo.
Anzi, con un pizzico di azzardo, oserei dire che la corsa è solo un importante momento – probabilmente quello più folkloristico - in cui il senese d.o.c., attraverso il cavallo e il suo fantino, lotta per affermare la propria identità, una identità indissolubilmente legata alla propria Contrada, quel piccolo regno con un suo capo, i suoi personaggi di riferimento e i suoi luoghi emblematici.
Ed è proprio quest’ultima a essere, a mio modesto parere, la vera essenza della senesità e del Palio che, in tale ottica, diventa una vera è propria ragione di vita.
E’ nella Contrada che si forma il contradaiolo.
E’ lì che nasce, viene battezzato, comincia a muovere i primi passi come cittadino del mondo, si sposa.
E’ lì che ritorna ogni anno per sostenere quei colori ostentati orgogliosamente sul fazzoletto che porta al collo, simbolo di appartenenza e di fede che ad essa lo legano sin dalla nascita e a cui solo la morte porrà fine.
Ecco perché il Palio è vita!!!

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