Dietro lo scatto - La gabbia dei sogni

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Ogni tanto mi piace ritornare alle origini, in quella terra del sud ancora oggi emblema dell'irrisolta questione meridionale di cavouriana memoria.
E' qui che vive la mia famiglia.
E' qui che rivivono i ricordi degli anni più belli della mia vita di adolescente.
Momenti di spensieratezza passati a rincorrere un pallone su un campo contornato da rifiuti edili (forse anche amianto, chissà) che chiamavamo la tufara.
Da quel dì sono passati quasi quarantanni, ma poco è cambiato da allora.
La tufara non esiste più, al suo posto un campetto meglio attrezzato e circondato da una rete, al mio posto mio nipote Francesco.
E' cambiata però l'idea che c'è dietro a quel pallone.
Per la mia generazione era un gioco, l'unico passatempo che avevamo per trascorrere le lunghe giornate primaverili.
Per mio nipote quel pallone è una speranza, o forse un' illusione.
Ogni giorno migliaia di adolescenti disertano la scuola per rincorrere il sogno di un futuro da VIP, tra lo sfarzo di una vacanza in una località esotica, il possesso di una fuoriserie e la vicinanza di una velina.
Peccato che nella maggior parte dei casi questi sogni s' infrangono al calar del sole, quando il ritorno alla quotidianità li mette difronte a una vita di sacrifici e difficoltà che non sempre si possono prendere a calci come si fa con un pallone.

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