S-21 - Vista su Phnom Penh
1 / 20 ◄   ► ◄  1 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - Vista su Phnom Penh
S-21 - Phnom Penh
2 / 20 ◄   ► ◄  2 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - Phnom Penh
S-21 - La prova dell'orrore
3 / 20 ◄   ► ◄  3 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - La prova dell'orrore
4 / 20 ◄   ► ◄  4 / 20  ► pause play enlarge slideshow
5 / 20 ◄   ► ◄  5 / 20  ► pause play enlarge slideshow
6 / 20 ◄   ► ◄  6 / 20  ► pause play enlarge slideshow
7 / 20 ◄   ► ◄  7 / 20  ► pause play enlarge slideshow
I Kmer Rossi (da sinistra) Pol Pot, Nuon Chea, Ieng Sary, Son Sen e Vorn Vet
8 / 20 ◄   ► ◄  8 / 20  ► pause play enlarge slideshow
I Kmer Rossi (da sinistra) Pol Pot, Nuon Chea, Ieng Sary, Son Sen e Vorn Vet
S-21 - I Kmer Rossi
9 / 20 ◄   ► ◄  9 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - I Kmer Rossi
S-21 - I prigionieri
10 / 20 ◄   ► ◄  10 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - I prigionieri
11 / 20 ◄   ► ◄  11 / 20  ► pause play enlarge slideshow
12 / 20 ◄   ► ◄  12 / 20  ► pause play enlarge slideshow
13 / 20 ◄   ► ◄  13 / 20  ► pause play enlarge slideshow
14 / 20 ◄   ► ◄  14 / 20  ► pause play enlarge slideshow
15 / 20 ◄   ► ◄  15 / 20  ► pause play enlarge slideshow
16 / 20 ◄   ► ◄  16 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - Un khmer Rosso, prima e dopo
17 / 20 ◄   ► ◄  17 / 20  ► pause play enlarge slideshow
S-21 - Un khmer Rosso, prima e dopo
18 / 20 ◄   ► ◄  18 / 20  ► pause play enlarge slideshow
19 / 20 ◄   ► ◄  19 / 20  ► pause play enlarge slideshow
20 / 20 ◄   ► ◄  20 / 20  ► pause play enlarge slideshow

Cambodian Prison Toul Sleng - S-21

Il Toul Sleng era una scuola superiore, un luogo di cultura in cui la Cambogia si era prefissata di formare la classe dirigente del futuro.
Poi, nel 1975, qualcuno decise di trasformarlo in un luogo di tortura, dove circa 20.000 cambogiani del ceto medio e, successivamente, dissidenti e oppositori del folle disegno politico-ideoloigico di Saloth Sar vennero imprigionati, torturati, e infine barbaramente uccisi.
Tre dei cinque edifici che costituivano il plesso scolastico vennero recintati con filo spinato e le classi vennero trasformate in anguste celle dove gli internati venivano rinchiusi con piedi e mani legate, come animali.
Per tre anni, dal 1975 al 1978, i militanti dei Khmer Rossi, sotto la direzione del "compagno Dutch", eseguiriono indescrivibili sevizie e toruture su chiunque potesse essere considerato un nemico del regime di Pol Pot (questo lo pseudonimo di Saloth Sar).
Dei circa 20.000 internati nel corso di quel tragico trienno solo sette persone si salvarono, tutto il resto fu deportato in un campo di sterminio distante 15 km dalla capitale Phnom Penh e ucciso a bastonate o, come nel caso dei bambini, sbattuti con violenza con la testa contro un albero.
I resti di molte di quelle vittime giacciono tuttora sepolte in qualche fossa comune che non è stata portata alla scoperta, un pò per una sorta di anestetico disinteresse del governo, un pò perchè molte sono ancora le aree rurali contaminate dalle mine anti-uomo (di produzione italiana) disseminate dai "partigiani" durante la fase di ritirata verso la giungla dopo che i vietnamiti liberarono la capitale.
Oggi i locali dell'Ufficio di Sicurezza "S-21" appaiono ordinati e ripuliti da tutto l'orrore di cui sono stati teatro, tuttavia, se si ha la fortuna di trovare una guida che abbia un parente tra le vittime (alcune sono effigiate in dei pannelli visibili nel secondo edificio), allora quell'orrore riaffiorerà con la stessa consistenza e drammaticità di chi l'ha vissuto sulla propria pelle.
Ci sono voluti oltre vent'anni affinchè si avviasse un processo internazionale contro i capi-criminali dei Khmer Rossi, ma dei 9 compagni della Direzione, ad oggi solo uno - il compagno Dutch - è stato riconosciuto colpevole dei crimini commessi, gli altri sono morti, altri stanno per morire.
Ironia della sorte, o forse no, l'attuale Primo Ministro della Cambogia, Hun Sen, è un "ex" Khmer Rosso.

loading